I due pachistani aiutati da un terzo soggetto? Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, i due presunti assassini potrebbero essere stati aiutati da un terzo soggetto. Dell'esistenza di quest'ultimo, stando a quanto si è appreso, ha parlato il superstite della strage, un 35enne afghano, indicandolo come un amico dei due pakistani fermati dalla polizia. L'uomo potrebbe già essere stato rintracciato e sentito dagli investigatori. Già nella serata di lunedì, dopo che nel tardo pomeriggio erano stati fermati Safeer Ahmed e Ali Raza, gli agenti della Squadra mobile avevano sentito tutti gli amici e conoscenti dei due gruppi di afghani e pakistani di cui facevano parte le vittime e gli indagati. Tutti i componenti dei gruppi, compreso il superstite e un suo amico che non si trovava sul van il giorno della strage perché ammalato, sono stati poi trasferiti da Villapiana e Trebisacce e portati in un'altra località.