Genova – L’affluenza racconta già un dato: quello della grandissima partecipazione. Corsa per il nuovo rettore o per la prima rettrice nella storia dell’Università di Genova: alle 17 di giovedì il 68,04% dei 2.835 aventi diritto al voto si era già espresso per indicare chi vorrebbe come guida dell’Ateneo per i prossimi sei anni, dal 2026 al 2032. Tradotto in numeri: 1.929 persone – fra professoresse e professori, ricercatori e ricercatrici, studentesse e studenti (i rappresentati nei vari organi), dirigenti e personale tecnico amministrativo – hanno già espresso la propria preferenza fra i quattro candidati in corsa. La grande affluenza Una partecipazione massiccia che si è delineata già dalle primissime ore del voto: il 51,15% degli aventi diritto ha votato appena possibile, nella fascia dalle 9 alle 13 di giovedì. Un segnale, anche questo, di quanto queste elezioni siano particolarmente sentite. Il voto è in modalità telematica sulla piattaforma Eligo: gli aventi diritto possono esprimere la propria preferenza ancora nella giornata di venerdì 5 giugno, fino alle 14. Già nel pomeriggio di sabato, quindi, si dovrebbe conosce l’esito della consultazione: la conta dei voti espressi telematicamente dovrebbe essere rapida. I magnifici quattro in corsa A contendersi il ruolo di guida dell’Ateneo genovese e ligure per i sei anni 2026-2032 sono quattro candidati. In ordine alfabetico: la professoressa ordinaria di Letteratura tedesca e prorettrice vicaria uscente Nicoletta Dacrema; il professore ordinario di Analisi numerica e direttore tecnico del progetto di medicina digitale del ministero della Salute Michele Piana; la professoressa ordinaria di Probabilità e statistica matematica e prorettrice alla Programmazione Emanuela Sasso; il professore ordinario di Neurologia, ex direttore scientifico del San Martino Antonio Uccelli. L’iter procedurale L’elettorato attivo è formato da 1.420 docenti; da 1.210 votanti del personale tecnico amministrativo, dirigenti, collaboratrici e collaboratori linguistici; da 205 rappresentanti delle studentesse e degli studenti nei vari organi. Il peso del voto del personale tecnico amministrativo è ponderato. La prima tornata di voto si chiude oggi. L’eventuale seconda votazione è fissata invece per il 18 e 19 giugno. In caso di ballottaggio la sfida finale fra i due candidati con il maggior numero di preferenze sarà il 2 e 3 luglio. Per una vittoria secca, al primo turno, serve raggiungere la maggioranza assoluta dei voti espressi (previo raggiungimento del quorum. Su quest’ultimo punto, visto i dati del primo giorno, non ci saranno problemi). Il secondo turno di voto viene tratteggiato come altamente probabile vista la forza dei quattro in campo. I numeri dell’Ateneo Gli iscritti all’anno accademico corrente sono in tutto 33.600; l’11% sono studenti stranieri, il 17% proviene da altre regioni. Fra le sfide da affrontare ci sono il tema degli alloggi insufficienti per chi viene a studiare a Genova, il nodo edilizia e il caso Erzelli, i servizi da dare agli studenti e alle studentesse non solo per invogliarli a iscriversi all’Ateneo genovese ma anche per restare qui, successivamente, a fare ricerca, lavorare, crescere. Nel 2020 l’exploit di Delfino Anche nella precedente tornata gli sfidanti erano stati quattro. Tutti uomini. Alla prima votazione a imporsi erano stati Federico Delfino, allora direttore del Campus universitario di Savona, ingegnere e l’allora preside della Scuola di Scienze Mediche e Farmaceutiche Gianmario Sambuceti, oggi alla guida di Medicina nucleare del San Martino. Alla fine della prima tornata elettorale, sei anni fa, si era espresso l’82, 97% degli aventi diritto tra professori, ricercatori, dirigenti tecnici amministrativi e studenti. Una percentuale che, al secondo turno, era salita all’84,28% degli aventi diritto con la scelta di Delfino, 48 anni al momento dell’elezione, docente di Sistemi elettrici per l’energia, esperto di energie alternative e di innovazione.
Università: urne aperte per il nuovo rettore. Nel primo giorno ha votato il 68%
Quattro in corsa per guidare l’Università nei prossimi sei anni. Duemila degli aventi diritto hanno già scelto. Si vota anche venerdì fino alle 14








