“Il cinema forse non cambia la storia, ma di certo la influenza” è il motto di Quentin Tarantino. Che dal 2019 non fa un film alla ricerca del suo decimo e probabilmente ultimo lungometraggio. Nell’attesa ha scritto un libro, sta preparando uno spettacolo teatrale per il West End, ha scritto la sceneggiatura dello spinoff di Cliff Booth che gira David Fincher e interpreta Brad Pitt. E continua a scrivere per Sight & Sound, la rivista del British Institute che questo mese ha pubblicato un suo articolo nel quale rivela come ultimamente ci sia ben poco prodotto da Hollywood che il regista di Le Iene e C’era una volta… a Hollywood apprezzi veramente.

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"Difetti, inverosimiglianze, accondiscendenza verso il pubblico, attori non adatti al ruolo o semplicemente stupidaggini affossano di solito ogni nuovo film che esce da quella insipida fabbrica di salsicce che un tempo si faceva chiamare Hollywood ha scritto il regista, famoso per dire le cose esattamente come le pensa – Oggigiorno, l'intero concetto di film mi suscita più disprezzo che apprezzamento. Il che è comprensibile, perché a confronto i film degli ultimi sei anni fanno sembrare gli anni 80 gli anni 30”.