Quentin Tarantino torna a scuotere il mondo del cinema con una nuova e durissima critica all'industria hollywoodiana. Il regista di Pulp Fiction e C'era una volta a... Hollywood, da sempre noto per la sua schiettezza, ha espresso ancora una volta tutta la sua delusione nei confronti della produzione cinematografica contemporanea, riservando però parole di grande apprezzamento per una delle uscite più recenti: The Rip, il thriller poliziesco distribuito da Netflix con Ben Affleck e Matt Damon. Le dichiarazioni sono arrivate nel corso di un'intervista pubblicata da Sight and Sound e ripresa da Variety, nella quale il regista ha raccontato il suo rapporto sempre più complicato con il cinema degli ultimi anni. Tarantino ha spiegato di sentirsi ormai raramente coinvolto dalle nuove produzioni, ma ha fatto un'importante eccezione proprio per The Rip, il thriller diretto da Joe Carnahan. Parlando del film, il regista ha sottolineato come la pellicola sia riuscita a catturare la sua attenzione dall'inizio alla fine grazie a una premessa originale e a una costruzione della suspense particolarmente efficace. Secondo Tarantino, si tratta di uno di quei rari casi in cui un thriller riesce a mantenere le promesse fatte allo spettatore, sviluppando la storia in modo intelligente e coinvolgente. L'autore di Kill Bill ha poi lodato praticamente ogni aspetto della produzione, dalla regia al cast, passando per il lavoro del direttore della fotografia Juan Miguel Azpiroz. Tuttavia, ciò che lo ha colpito maggiormente è stata la sceneggiatura scritta da Joe Carnahan insieme a Michael McGrale, definita il vero cuore pulsante dell'opera. L'elogio a The Rip risalta ancora di più se confrontato con il giudizio estremamente severo che Tarantino riserva oggi al cinema mainstream. Il regista non ha infatti nascosto il proprio disprezzo verso gran parte delle produzioni hollywoodiane contemporanee, accusandole di essere soffocate da difetti narrativi, scelte di casting discutibili e da una continua ricerca del consenso del pubblico. "Difetti, implausibilità, ricerca del consenso del pubblico, interpreti scelti male o semplicemente stupidaggini affondano quasi ogni nuovo film che esce da quella fabbrica di salsicce senza sapore che un tempo si chiamava Hollywood", ha dichiarato senza mezzi termini. Una posizione che appare sempre più radicale. Tarantino ha spiegato infatti che oggi il concetto stesso di cinema riesce a suscitargli più disprezzo che entusiasmo, arrivando a sostenere che molte produzioni degli ultimi anni abbiano contribuito ad abbassare drasticamente il livello qualitativo percepito dell'industria. Il regista ha persino confessato di preferire spesso la lettura alla visione dei nuovi film, segno di un crescente disincanto nei confronti di un settore che per decenni ha rappresentato la sua più grande passione. Nonostante tutto, Tarantino riconosce che alcune opere recenti siano riuscite a restituirgli quella sensazione di meraviglia che lo aveva fatto innamorare del cinema. Tra queste ha citato West Side Story di Steven Spielberg, i due capitoli di Horizon: An American Saga – Chapter 1 e Horizon: An American Saga – Chapter 2 firmati da Kevin Costner e, naturalmente, proprio The Rip. Nel frattempo il regista continua a lavorare ai suoi prossimi progetti. Dopo aver deciso di abbandonare definitivamente The Movie Critic, Tarantino sta concentrando le proprie energie su The Popinjay Cavalier, una nuova commedia d'avventura ambientata nell'Europa degli anni Trenta che debutterà nel West End londinese nel 2027. Rimane invece ancora sconosciuto quale sarà il suo decimo e annunciato ultimo film da regista. Una cosa, però, appare chiara dalle sue ultime dichiarazioni: mentre continua a guardare con crescente scetticismo il presente di Hollywood, Tarantino ha trovato in The Rip una delle pochissime eccezioni capaci di ricordargli perché il cinema possa ancora sorprendere.