Il tratto di cavi sottomarini ViaTunisia tra Marsiglia, in Francia, e Biserta, in Tunisia, ha raggiunto la fase di “Pronto per il Servizio” (RFS), segnando il passaggio dalla costruzione alla piena operatività su una nuova rotta diretta e resiliente tra l’Europa meridionale e il Nord Africa.Il cavo fa parte di Medusa, un sistema di infrastrutture sottomarine lungo 8760 km che collega cinque paesi dell’Ue situati nel Mediterraneo (Cipro, Francia, Italia, Portogallo e Spagna) con quattro paesi del vicinato meridionale dell’Ue (Algeria, Egitto, Marocco e Tunisia).Cavi, ViaTunisia diventa operativaIl percorso verso la fase operativa, fa sapere in una nota Orange, è iniziato prima che il cavo toccasse il fondale marino. Progettato come un sistema aperto punto-punto con una vita utile di 25 anni, ViaTunisia ha attraversato tutte le fasi: rilievi marini, collaudi di accettazione in fabbrica, carico del cavo, posa, approdi a terra e giunzione finale.Le operazioni in mare sono state eseguite dalle navi posacavi Sophie Germain di Orange Marine e Teliri di Elettra TLC, sotto il coordinamento di Elettra TLC, con la progettazione del sistema e le apparecchiature fornite da Alcatel Submarine Networks.Connettività resiliente, il supporto europeoViaTunisia è stata cofinanziata dall’Unione europea nell’ambito del programma Connecting Europe Facility (Cef Digital).L’accordo di sovvenzione, firmato nel dicembre 2022, ha fornito finanziamenti a copertura del 30% dei costi di costruzione e gestione.L’Ue sta mettendo in campo il suo impegno per rafforzare la connettività digitale, sostenere la rapida crescita del traffico dati trainata dalla trasformazione digitale e dall’intelligenza artificiale, e creare nuove opportunità per servizi digitali, investimenti e innovazione.L’hub di Marsiglia al centro del sistema ViaTunisia si estende direttamente all’infrastruttura globale di Orange a Marsiglia, attraverso un anello urbano in fibra ottica completamente ridondante che collega tutti i data center della città. Questa configurazione consente un’interconnessione e una distribuzione senza soluzione di continuità della capacità internazionale in tutta Europa.Combinando la resilienza, la sicurezza e le prestazioni di una dorsale globale con il ruolo di Marsiglia come hub di interconnessione leader, ViaTunisia fornisce connettività diretta ad alta capacità tra il Nord Africa e il più ampio mondo digitale. Inoltre, moltiplica le opzioni di percorso in quest’area, soprattutto nelle zone soggette a calamità naturali, riducendo al minimo le interruzioni causate da guasti ai cavi e migliorando così la resilienza complessiva della rete.Medusa, approdo dei cavi anche in ItaliaMedusa comprende punti di approdo a Lisbona (Carcavelos) e Sines (Start Campus), in Portogallo; Barcellona, Torreguadiaro, Zahara e Alacant, in Spagna; Marsiglia, in Francia; Mazara del Vallo, Italia; Yeroskipou, a Cipro; Tétouan e Nador, in Marocco; Bizerte, in Tunisia; Algeri e Collo, in Algeria; e Port Said, in Egitto.Il sistema di cavi sottomarini è composto da 24 coppie di fibre, progettate con una capacità di 20 Tbps per coppia, per una capacità totale del sistema di 480 Tbps. È dotato di un sistema di protezione e manutenzione predittiva delle infrastrutture di cavi sottomarini (PSI) e di un sistema di monitoraggio intelligente basato sulla tecnologia DAS (Distributed Acoustic Sensing).Medusa è finanziato da Afr-IX Telecom, Orange e dall’Unione Europea tramite sovvenzioni CEF (Connecting Europe Facilities). Orange fornisce le infrastrutture di approdo in Francia, Tunisia e Marocco e farà approdare il cavo Medusa presso la sua nuova infrastruttura di approdo a Marsiglia.Il costo stimato del progetto del cavo Medusa è di 342 milioni di euro, escluso il costo per la sezione Medusa Africa. Secondo le informazioni diffuse dalla Commissione europea, l‘investimento totale di Afr-IX Telecom nel progetto del cavo sottomarino Medusa ammonta a circa 171,3 milioni di euro.
Cavi sottomarini, ViaTunisia entra in operatività
Nuova tratta di Medusa, sistema di cavi che collegherà Cipro, Francia, Italia, Portogallo e Spagna con Algeria, Egitto, Marocco e Tunisia.











