Tornano notizie di sparizioni e arresti arbitrari dall'Iran. Questa volta si tratta della regista Samira Norouznasseri una delle voci indipendenti più rappresentative del cinema iraniano.Il 1° giugno la polizia è entrata a casa sua a Teheran con un ordine di perquisizione a seguito del quale l'hanno poi trasferita in un luogo sconosciuto. Ad oggi né la sua famiglia né i suoi colleghi hanno ricevuto informazioni sul suo luogo di detenzione o sulle sue condizioni. Per questo si è acceso un faro sulla sorte della giovane cineasta che potrebbe essere a rischio.Lo rende noto l'Associazione dei Cineasti Indipendenti Iraniani (IIFMA) che ora chiede il suo immediato e incondizionato rilascio. L'Associazione che annoverava tra i suoi socia anche la celebre regista di Persepolis Marianne Satrapi scomparsa oggi, denuncia che non è stato presentato alcun mandato giudiziario a giustificazione della perquisizione nell'abitazione della cineasta. La notizia corre anche sui social di recente riattivati in Iran. E per questo che secondo chi vuole la libertà in Iran, Norouznasseri deve essere annoverata tra coloro che corrono un grave rischio.Non è la prima volta che l'autorità giudiziaria iraniana si comporta in questo modo nei confronti di chi considera scomodo e spesso contro alcuni artisti. Atti condannati dalla comunità internazionale e dalle associazioni che si occupano di diritti umani che denunciano come il trasferimento in un luogo non specificato, una pratica riconosciuta a livello internazionale come una forma di sparizione forzata. Perquisizioni domiciliari illegali, sparizioni forzate di artisti e membri della società civile, arresti arbitrari sono una pratica diffusa nella Repubblica islamica. Troppi i registi che preferiscono l'esilio alla censura e al carcere come i casi recenti di Mohammad Rasoulof, Jafar Panahi o Ashgar Fahradi. Chi è Samira NorouznasseriSamira Norouznasseri si è laureata all'Università delle Arti di Teheran e ha frequentato un Master in Arti Visive e Multimediali all' Emersone college di Boston. Ha prodotto pellicole sia nel campo dei cortometraggi che in quello del cinema sperimentale. Il suo cortometraggio "Valley of the Wind" (2022) è stato selezionato per il festival dell'Associazione Iraniana dei Cortometraggi (ISFA), dove ha ottenuto un significativo riconoscimento e apprezzamento dalla comunità del cinema indipendente. Celebre anche il suo Bear del 2018. Il suo arresto non è un caso isolato. A seguito dei massacri di gennaio e della guerra, la Repubblica Islamica ha intrapreso una campagna sistematica e in continua escalation per mettere a tacere artisti, registi e operatori culturali. Nel marzo 2026, l'IIFMA ha pubblicato un elenco documentato (APRI QUI) di oltre 53 artisti e prigionieri politici, registi, attori e musicisti detenuti, avvertendo con grave urgenza che molti venivano trasferiti in centri di detenzione situati vicino a infrastrutture militari e siti strategici, mettendo a diretto rischio la loro vita nel contesto dei continui attacchi militari contro l'Iran.L'elenco purtroppo si aggiorna in continuazione ed è a disposizione di chi volesse essere aggiornato sulla situazione in Iran. L'IIFMA esorta tutti a consultarlo, condividerlo e utilizzarlo come strumento di responsabilità.