Una speranza si sta accendendo per il futuro della Acciaieria di Taranto , speranza che sta coinvolgendo tecnologie, ricerca e sviluppo, necessità di mercato. Il 17 e 18 giugno prossimi a Madrid evento di punta su produzione e trasmissione di idrogeno verde in Europa . Ci sarà conferma che la tecnologia ha fatto vigorosi miglioramenti, la produzione è scalabile con valori euro per chilogrammo accettabili e materiali di nuova generazione per elettrolisi ,filtrazione , trasporto disponibili.

La ricerca e sviluppo per ottimizzazioni energetiche ed ambientali ha avuto giorni fa un deciso colpo di reni con l'accordo di collaborazione tra Università di Bari ed Acciaierie d'Italia presenti il Rettore Bellotti ed il Commissario Straordinario Quaranta.

Infine la indagine commissionata da Federmeccanica e Confindustria Taranto sul destino dello stabilimento siderurgico: 8 su 10 degli intervistati ha sentenziato che la acciaieria deve continuare a vivere con le necessarie implementazioni tecnologiche perché è cardine irrinunciabile per la economia Italiana. La gestione dello stabilimento deve voltare pagina, pensare positivo anche per dare un senso a chi ha perso la vita per lavoro o nel quartiere Tamburi per malattie collegabili al disastro ambientale perpetuato dalle irresponsabili gestioni Riva ed ArcelorMittal. Va dato inoltre un senso politico al tanto denaro pubblico sprecato senza una precisa idea di futuro, inseguendo i pesanti contenziosi legali, molti dei quali ancora in corso, come il verdetto atteso dalla Corte di Appello di Milano sulla validità delle prescrizioni per il rinnovo della Autorizzazione Ingrata Ambientale. Per essere non solo positivi ma realistici dobbiamo alzare lo sguardo dai fatti cupi di casa nostra e guardare ai nuovi impianti di produzione di acciaio nel mondo.