Con l’energia dell’acqua e del sole si produce idrogeno «verde». Con l’idrogeno si addiziona il metano – o lo si sostituisce – per ridurre le emissioni del processo di produzione dell’acciaio. Da qualche giorno (29 giugno) è in funzione l’elettrolizzatore del progetto Green Hydrogen della Cogne Acciai Speciali, la grande acciaieria di Aosta. In Valle d’Aosta sono due i progetti dimostrativi per l’idrogeno verde in aree industriali dismesse: quello della Cogne vuole utilizzarlo per immaginare una siderurgia del futuro; a Châtillon, la Compagnia Valdostana delle Acque nell’ex Tecdis produrrà idrogeno grazie a una pala al parco eolico di Saint-Denis ed è destinata ad alimentare il trasporto pubblico locale. Entrambi sono stati finanziati con il Pnrr.
Ad Aosta si è lavorato in tre diverse zone dello stabilimento. L’elettrolizzatore della tedesca Enapter da 1 megawatt è stato posizionato in una porzione dell’ex Scuola Cogne, dove generazioni di aostani sono stati avviati alla fabbrica. L’elettrolizzatore è alimentato da un impianto idroelettrico di nuova costruzione, ad acqua fluente lungo la Dora Baltea, con tre gruppi turbina e una potenza nominale media di 1 megawatt. Il secondo impianto che alimenta l’elettrolizzatore è un mini-parco fotovoltaico da 300 chilowatt, sul tetto del capannone del treno a filo, poco distante dall’elettrolizzatore. «Per noi questo impianto è motivo di orgoglio – dice Massimiliano Burelli, amministratore delegato della Cogne -. Ci sono meno di 20 impianti in Italia che stanno producendo idrogeno verde. Siamo molto attenti alla transizione ecologica, ma decarbonizzare solo con l’idrogeno è un’utopia». La Cogne ha un fabbisogno energetico di 48 megawatt, oltre a 15 megawatt di potenza termica. L’elettrolizzatore produce un megawatt.








