Meta ha attaccato la proposta australiana 'profondamente ingiusta' di obbligare le aziende dei social media a pagare per le notizie, dichiarando di opporsi con veemenza alla bozza di legge. Le aziende mediatiche tradizionali di tutto il mondo stanno lottando per la sopravvivenza, poiche' i lettori consumano sempre piu' notizie sui social media. L'Australia vuole che le grandi aziende tecnologiche compensino gli editori locali per la condivisione di articoli che generano traffico sulle loro piattaforme.

'La nostra posizione e' chiara: questa legge e' mal concepita, profondamente ingiusta e non riuscira' a creare un settore dell'informazione diversificato e sostenibile', ha affermato Meta, la societa' madre di Facebook e Instagram. 'Ci opponiamo fermamente a questa legislazione. È discriminatoria, economicamente incoerente e non garantira' il settore dell'informazione sostenibile che i giornalisti e il pubblico australiani meritano'.

Le aziende di social media, tra cui Meta, Google e TikTok, avranno prima la possibilita' di stipulare accordi sui contenuti con gli editori di notizie locali. In caso di rifiuto, dovranno affrontare una tassa obbligatoria pari al 2,25% dei loro ricavi in Australia. La bozza di legge, presentata all'inizio di quest'anno, e' stata concepita per impedire alle aziende di social media di eliminare semplicemente le notizie dalle loro piattaforme. Quando Canberra propose leggi simili nel 2024, Meta annuncio' che gli utenti australiani non avrebbero piu' potuto accedere alla sezione 'notizie'. I sostenitori di tali leggi sostengono che le aziende di social media attraggono gli utenti con notizie e si accaparrano i ricavi pubblicitari online che altrimenti andrebbero alle redazioni in difficolta'. L'Universita' di Canberra, in Australia, ha rilevato che piu' della meta' del Paese utilizza i social media come fonte di notizie. La bozza di legge sara' presentata al parlamento entro la fine dell'anno.