Andranno a processo con il rito ordinario Giorgio e Andrea Ginepro. A Vercelli ieri si è chiusa l’udienza predibattimentale per i due rappresentanti della Ginepro Amministrazioni Immobiliari di Casale Monferrato. I legali di entrambi gli imputati non hanno fatto richiesta di riti alternativi.
Quando la prima udienza La prima udienza del processo è stata fissata il 7 luglio davanti al giudice Fabrizio Laguzzi. Ma il 1° luglio entreranno in servizio a Vercelli nuovi magistrati che arriveranno a rimpinguare l’organico del Tribunale, quindi potrebbe cambiare l’assegnazione e venire ricalendarizzata l’udienza. I due imputati non si sono mai presentati in aula durante le diverse udienze per la predibattimentale: a vario titolo a padre e figlio si contestano le accuse di truffa, appropriazione indebita, sostituzione di persona dopo un’indagine della guardia di finanza. La vicenda Al centro dell’inchiesta l’operato in decine di palazzi i di Casale Monferrato di cui le Immobiliari curavano la gestione. Sono 19 i condomini che si sono costituiti parte civile nel procedimento. La giudice Claudia Castelli durante l’ultima udienza ha accolto le eccezioni dei legali della difesa a non luogo a procedere nei confronti dei due imputati relative ai condomini Fontana Giordana, che non si erano costituiti parte civile. Tutte le altre eccezioni sono state rigettate. I condomini che si sono costituiti parte civile sono rappresentati dagli avvocati Giulio Nescis, Esther Gatti, Angela Manerba, Cristina Raina e Tiziana Rota. Giorgio e Andrea Ginepro gestiscono oltre 90 condomini a Casale: l’indagine ha portato a individuare 23 come parti offese; ieri in Tribunale 19 si sono costituiti parti civili. 90 capi d’accusa Secondo le contestazioni, erano oltre 90 i capi di accusa di cui padre e figlio devono rispondere prima dell’accoglimento delle eccezioni della difesa, gli imputati dal 2022 si sarebbero appropriati di somme destinate ai condomini attraverso il mandato che ricoprivano. Non sarebbero così state pagate delle utenze per servizi condominiali, come luce acqua e riscaldamento. Quando le compagnie hanno messo le lettere che certificavano l’insolvenza direttamente nelle cassette postali degli inquilini è stato chiaro che qualcosa non tornasse. Così è partita l’indagine. Secondo le accuse poi in diversi istituti bancari, per sottoscrivere diversi contratti, sarebbero stati presentati dei verbali di assemblee condominiali falsi, con passaggi mai approvati dalle assemblee stesse. Sequestro immobili A inizio febbraio era stato disposto il sequestro di tutti gli immobili appartenenti ai due indagati.







