Giustizia

Christian Gaole

Powered by

Travaglio ha torto e Minetti ha ragione. Lo scrive, nero su bianco, il parere emanato ieri dalla Corte d’Appello di Milano che ha smentito l’inchiesta de Il Fatto Quotidiano e ha definito legittima la domanda di grazia di natura umanitaria presentata da Nicole Minetti, la quale, come emerso dalle prove raccolte, deve effettivamente prendersi cura del minore avuto in adozione affetto da patologie che richiedono cure costanti e la presenza della madre. I legali di Minetti e Cipriani «prendono atto» e «ribadiscono di avere intrapreso le iniziative giudiziarie per il risarcimento dei danni» riguardanti «oltre 50 articoli anche online dal Fatto Quotidiano, nonché le trasmissioni È sempre Cartabianca e Report».

Corretta, quindi, anche la valutazione del Ministro della Giustizia. Immediate le reazioni della politica con Carlo Giovanardi (Unione di Centro) e Michaela Biancofiore (Noi Moderati) in prima linea contro l’inchiesta di Travaglio. Giovanardi chiama in causa la «violazione dei diritti del minore» e incalza Il Fatto Quotidiano dichiarando: «Qualcuno dovrà rispondere». Della stessa opinione anche Biancofiore che si unisce al collega nell’interrogarsi su «chi chiederà scusa a Nordio», sottolineando la buona condotta del ministro e definendo l’epilogo della vicenda «il solito tritacarne mediatico». La risposta del giornale, però, per voce del direttore de il fatto quotidiano.it, Peter Gomez, non si è fatta attendere: «Curioso che la Procura non abbia sentito la nostra testimone», e aggiunge: «Non hanno fatto altri atti di indagine, se non appoggiandosi all’Interpol, ma hanno stabilito, sulla base di indagini difensive e di qualcuno che hanno sentito, che non è vero quello che ha detto a noi la testimone. Le inchieste del Fatto non finiscono qui».