Roma, 4 giu. (askanews) – Anche Adria e Occhiobello fanno la conta dei danni. Due giorni dopo la tempesta che si è abbattuta con veemenza sulla provincia di Rovigo, la panoramica comincia ad essere più chiara dopo le decine di segnalazioni arrivate nella sede di Confagricoltura Rovigo. E quindi non solo i Comuni dell’Alto e del Medio Polesine, ma anche quelli della parte più a Sud entrano nella lista nera delle zone che dovranno chiedere indennizzi per le consistenti perdite, che vanno dal 40 al 100%.
Le aziende denunciano campi di mais letteralmente devastati, ma anche terreni dove era da poco stata piantata la soia che sono interamente allagati. Il disastro riguarda anche le orticole: insalata, zucchine, coste, melanzane, aglio, cipolle. Per i frutteti è una Caporetto: mele e pere spaccate dai blocchi di grandine, che finiranno direttamente al macero.
Lauro Ballani, presidente di Confagricoltura Rovigo e il presidente dei Giovani, Enrico Toso, esprimono la loro vicinanza alle aziende colpite: “l’agricoltura polesana ha sempre dimostrato la capacità di reagire alle difficoltà, ma oggi ha bisogno di un sostegno concreto e immediato – dicono -. Per questo rivolgiamo un appello alla Regione affinché venga riconosciuta l’eccezionalità dell’evento e siano attivate tutte le misure necessarie a favore delle imprese colpite. Riteniamo indispensabile che la Regione Veneto intervenga rapidamente con misure straordinarie di sostegno, valutando tutti gli strumenti disponibili per garantire liquidità alle aziende e consentire loro di affrontare le conseguenze di questo evento meteorologico eccezionale. È fondamentale accelerare le procedure di ricognizione dei danni e attivare ogni possibile forma di aiuto prevista dalla normativa”.









