L'uomo era serbo. Tel Aviv riafferma necessità del disarmo di Hezbollah, Beirut insiste per rispetto integrità territoriale e confini

Un casco blu ucciso in Libano, l'accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Libano non regge ed Hezbollah lo respinge. Nella notte italiana è stata raggiunta un'intesa per una tregua ma nella giornata di oggi, giovedì 4 giugno, continuano i raid e gli attacchi dell'Idf. Nelle prime ore è stata annunciata la morte di un casco blu dell'Onu nel sud del Libano. La conferma è arrivata dall'Unifil, che ha riportato come il peacekeeper della missione delle Nazioni Unite nel Paese sia morto a causa delle gravi ferite nei pressi di Majayoun.

Il Ministero della Difesa di Belgrado ha poi fatto sapere che il casco blu ucciso era serbo, precisando che è deceduto "a causa delle ferite provocate dalla caduta di un missile sulla base dell'Onu". Nato nel 1989, il sergente maggiore Milovan Jovanovic "ha ricevuto cure mediche d'urgenza in un ospedale all'interno della base dopo essere stato ferito, poi è stato trasportato in elicottero al Centro medico universitario di Beirut, dove è deceduto verso le 4:00 ora locale".

Altri due caschi blu sono rimasti feriti nell'attacco e sono attualmente ricoverati presso una struttura medica all'interno della base della missione, ha proseguito l'Unifil, secondo cui il militare deceduto era stato trasferito d'urgenza in elicottero in un ospedale di Beirut dopo l'incidente, avvenuto nella tarda serata di ieri, ma è morto per le ferite riportate.