“È l’anca, spero che le radiografie mi diranno cosa è stato”. Un nuovo dolore, l’ennesimo infortunio. Questa volta è l’anca a distruggere i sogni di gloria di Matteo Berrettini. Il 30enne romano si è dovuto fermare ancora una volta, durante il secondo set dei quarti di finale del Roland Garros. Niente possibilità di sfidare Flavio Cobolli: a giocarsi la possibilità di accedere alla finale di Parigi sarà Matteo Arnaldi. Il sanremese aveva vinto il primo set, stava giocando bene, ma per Berrettini il rammarico più grande è non aver avuto la chance di lottare, di provarci. È successo di nuovo. E questo stop lo costringe a dover provare a ripartire di nuovo, sperando di essere pronto per giocare a Wimbledon tra meno di un mese.

Le parole di Berrettini dopo il ritiro sono un manifesto della sua tristezza: “Sono stanco di ritirarmi, non volevo finire così”. È una sensazione che ormai lo sta perseguitando: “Perdere o vincere ovviamente era importante, ma è una sensazione diversa quando vai a casa e pensi solo a cosa avresti potuto fare meglio se hai perso la partita in questo modo. Mi sono sentito e mi sento come se mi fosse stata tolta la possibilità di esprimermi fino all’ultimo punto, di provarci, ed è un po’ quello che è successo negli ultimi anni“, spiega il tennista romano.