Domenica e lunedì si chiude la partita delle elezioni amministrative con i ballottaggi in 41 Comuni sopra i 15mila abitanti, sei dei quali capoluoghi di provincia. Sarà il secondo tempo di una sfida che, in molti casi, si giocherà sulla capacità dei candidati di conquistare gli elettori rimasti senza un riferimento diretto dopo il primo turno. Centristi, liste civiche e forze rimaste escluse dalla corsa al sindaco potrebbero risultare decisive in diverse realtà, ridisegnando gli equilibri politici locali e offrendo indicazioni utili anche sullo stato di salute delle coalizioni nazionali. Tra le sfide più osservate ci sono quelle di Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani, mentre a Vigevano l'exploit della lista vicina al generale Roberto Vannacci potrebbe trasformarsi nel fattore decisivo per l'assegnazione della fascia tricolore.
Ad Agrigento si sfideranno Michele Sodano (centrosinistra) e Dino Alonge (Fi-Fdi-Udc e autonomisti). Il primo ha mancato la vittoria secca per poco, fermandosi al 39,1%, il secondo ha incassato il 34,7%. A fare la differenza potrebbero essere gli elettori del terzo candidato in ordine decrescente: Luigi Gentile, appoggiato da Lega e Dc, aveva ottenuto il 14% delle preferenze. Ma Gentile ha escluso apparentamenti e pesano ancora le polemiche di un centrodestra che si è spaccato al primo turno. Ad Arezzo, dopo una consiliatura di centrodestra, la contesa sarà tra Marcello Comanducci (centrodestra) e Vincenzo Ceccarelli (centrosinistra). Quest'ultimo è indietro di 11,45 punti rispetto allo sfidante e pesa l'incognita dei voti centristi in uscita. Il civico Marco Donati sostenuto anche da Azione aveva raccolto oltre il 20% dei voti al primo turno, ma, per il ballottaggio non ha voluto dare indicazioni di voto. Una doccia fredda per i progressisti, la cui rimonta appare più ardua.









