Undici motivi per cui la revisione del progetto Tenda bis non si poteva fare. Li aveva riportati nel 2019 l’ingegnere saviglianese Guido Chiesa, che in carriera tra le altre opere ha progettato la centrale Enel di Entracque e un centinaio di km di gallerie in tutto il mondo. Una risposta a Legambiente e Pro Natura Cuneo favorevoli «alla nuova canna allargata a doppio senso di marcia e alla messa in sicurezza del tunnel storico». Ipotesi a suo tempo bocciata dall’Anas e dal governatore Alberto Cirio, che confermarono il progetto originario: due gallerie, identiche, monodirezionali. Chiesa richiamò «una basilare questione di sicurezza: la doppia canna a senso unico è uno standard internazionale dopo gli incidenti avvenuti nel 1999 al traforo del Monte Bianco (39 morti) e nel 2015 al Frejus (2 vittime, 20 intossicati). Le probabilità di incidente in una strada a doppio senso sono decisamente più alte: l’80% dei tunnel di nuova progettazione è a doppia canna». Il progetto era inoltre stato approvato dalla Conferenza intergovernativa («Un cambiamento andrebbe convalidato da analoga procedura. L’Europa non lo permetterebbe») e non si sarebbero ridotti i costi, né per l’allargamento del tunnel in costruzione, né per la messa in sicurezza dell’antico.