Con il Gran Premio di Monaco di questo fine settimana, la Formula 1 torna nel vecchio continente e ci rimarrà fino a metà settembre. Quest’anno è il Principato - sesto round - a dare il via a quella che chiamiamo la “stagione europea”.
Andrea Kimi Antonelli si presenta a Monte Carlo da leader del campionato e quattro vittorie consecutive che gli hanno fatto scrivere pagine di storia di questo sport e che, di riflesso, stanno regalando all’Italia e al suo pupillo un momento magico. La gerarchia è comunque chiara, la Mercedes è la squadra da battere e ha vinto tutte le gare finora disputate. Ma il Principato è il posto meno adatto dove poter vivere di rendita, almeno per quel che riguarda il punto di vista sportivo: questo è il tracciato più lento e corto della stagione, dove il motore conta meno e il pilota può ancora fare la differenza.
È qui che Ferrari, McLaren e Red Bull devono provare a sovvertire ogni pronostico e cercare una crepa in quel dominio della Stella. Perché, almeno sulla carta, il Principato può ridurre le distanze dalla W17 e portare la lotta su un terreno meno condizionato dalla superiorità motoristica Mercedes.
Ferrari, una pista favorevole alla SF-26
Per la Scuderia di Maranello, Monaco è un banco di prova tecnico importante. Il tracciato del Principato mette infatti in secondo piano la potenza del motore ed esalta telaio, trazione meccanica e carico aerodinamico: esattamente le aree in cui la Rossa dovrebbe poter mostrare il proprio potenziale.






