Formula 1Il guasto di Verstappen apre la gara, Ferrari perde Leclerc dopo la Safety Car di Stroll, McLaren festeggia male il millesimo GP. Fuori pista, la F1 conferma il modello lusso: Las Vegas fino al 2037, droni su Port Hercule e Gucci futuro title sponsor di Alpinedi Alex D'Agosta7 giugno 2026Tripudio italiano a Monaco: primo (ancora) Kimi Antonelli, secondo Hamilton (in Ferrari), terzo Hadjar, in Red Bull. La terza vittoria in assoluto per un italiano nel Principato dopo Patrese e Trulli. Un filotto di record da libri di storia: quinto primo posto in carriera e di fila, primo Grand Chelem in carriera (pole, vittoria, giro veloce e tutti i giri in testa), pilota del giorno nel voto remoto, e pilota più giovane a vincere a Monte-Carlo, superando il precedente primato di Leclerc. Una conferma che non cessa di stupire: mai l’Italia ha avuto soddisfazioni del genere nella Formula 1.Nonostante un gran premio per fortuna non particolarmente pericoloso e del tutto asciutto, ma nemmeno troppo lineare e felice per l’affidabilità (ben sette i ritiri), Monaco ha dato ad Antonelli quello che una pole nel Principato deve dare: pista libera, controllo del ritmo e la possibilità di costruire il Gran Premio senza dover difendere ogni metro.Un successo “pazzesco” anche per Hamilton che, per l’ottava volta sul podio davanti al Principe (le stesse che conta anche Senna) si è perfino “scusato” di non aver vinto perché in effetti ha avuto una vera chance proprio nello standing start sul finale, causato dai danni all’asfalto procurati da Stroll e Leclerc. Un risultato che gli vale il superamento di George Russell nel mondiale piloti: mentre Antonelli è già solo davanti a tutti con tre cifre, Hamilton si gode due punti di vantaggio su un Russell opaco e costantemente sminuito dal sempre più costante giovane compagno di squadra bolognese.Kimi Antonelli trionfa a Monaco, quinta vittoria consecutiva per l’italianoPhotogallery16 fotoIl primo vero colpo di scena è arrivato già allo start, subito alle spalle di Antonelli: Verstappen, compagno di prima fila dopo un’ottima qualifica, è rimasto quasi fermo al via, con la Red Bull senza spinta: ha completato, scattando poi da ultimo, un solo giro a passo ridotto, e si è ritirato ai box. Per l’olandese è stata una doccia fredda: partiva accanto alla Mercedes e aveva l’unica posizione per mettere pressione diretta al leader. Il problema è stato indicato come guasto alla power unit; lo stesso Verstappen ha spiegato che già nel giro di formazione la macchina non dava segnali normali e che al via il motore aveva perso definitivamente potenza.Con Verstappen fuori, Hamilton e Leclerc sono saliti alle spalle di Antonelli. La Ferrari si è ritrovata seconda e terza, ma senza una reale possibilità di attaccare in pista per la vittoria. Antonelli ha allungato nei primi giri e ha messo la Mercedes nella condizione migliore: non dover reagire, ma amministrare. Hamilton è rimasto il primo inseguitore, poi la sua gara si è complicata con cinque secondi di penalità per eccesso di velocità in pit lane, per fortuna “scontata” nel momento più opportuno. A Monaco non sarebbe di solito una sanzione marginale: incide sul conto della sosta e può cambiare il rapporto interno fra le due Ferrari. Leclerc è rimasto terzo in pista, ma virtualmente davanti al compagno finché la penalità non è stata scontata.Alonso bandiera delle criticheDopo le libere, Alonso ha consegnato il giudizio più duro di questa settimana sul nuovo regolamento: questa sarebbe «probabilmente la peggiore generazione di auto che abbia mai guidato a Monaco. Il bersaglio non è il risultato del venerdì, ma la gestione ibrida: il recupero energetico rende imprevedibile il freno motore: a volte la batteria ricarica, a volte no, e la risposta cambia». E ricalca: «Le ibride non dovrebbero correre».Nuova collocazione a giugno: Indy liberata, Roland Garros in collisioneLo spostamento al primo weekend di giugno ha una (prima) logica non (ben) dichiarata ma (decisamente) storica: evitare la sovrapposizione con la Indianapolis 500; cosa fatta con successo per decenni salvo rare discontinuità quasi assenti dagli anni novanta, eccetto che negli anni del Covid. Ma il paradosso è immediato. Il 7 giugno 2026, Monaco cade sull’ultima giornata del Roland Garros. Manco a farlo apposta, poi, con due italiani sotto i riflettori: uno in pole, l’altro nella finale più importante dell’Open di Francia, il singolo maschile. E, contro le ovvie scommesse precedenti al torneo, in finale non c’è Jannik Sinner ma Flavio Cobolli. Il conflitto con Indy viene risolto, ma si apre una nuova collisione di pubblico. E cade anche un rito: per decenni l’appassionato di motori poteva seguire Monaco e Indy nella stessa domenica. Oggi quel doppio appuntamento potrebbe essere archiviato per sempre. Tuttavia, per molti driver, specie i più maturi, si apre la possibilità di una doppia partecipazione, cosa che negli ultimi decenni, è successo solo in pochi casi, e nemmeno con un incarico in corso, ma solo in “anni di pausa” o “poco dopo aver smesso”. Si ricordano, fra i più noti: Jean Alesi, Fernando Alonso e, manco a dirlo, Alex Zanardi. Ma se restano “mosche bianche”, la Triple Crown continuerà a vivere più come mito che come obiettivo davvero praticabile. Las Vegas blindata fino al 2037La notizia commerciale più pesante del weekend monegasco è arrivata lontano dall’Europa: la Formula 1 ha confermato il Gran Premio di Las Vegas fino al 2037, estendendo l’accordo con Clark County e la Las Vegas Convention and Visitors Authority: non solo “uno dei tanti” aggiornamenti o conferme di calendario, ma una vera dichiarazione storica. I numeri che accompagnano l’annuncio sono costruiti per convincere: 3,2 miliardi di dollari di impatto economico cumulato per il Southern Nevada dal 2023, tre edizioni consecutive sold out (anche se non prive di ‘forzature’ con forti sconti all’ultimo secondo).Droni su Port Hercule: è record europeoIl ponte narrativo fra Monaco e Las Vegas è stato costruito giovedì sera sopra il porto. La F1 ha aperto il weekend con quello che definisce il più grande drone show mai realizzato in Europa: 3.050 unità, dieci minuti di coreografia fino a 180 metri di altezza. Il doppio in quanto a numeri se si conta la “flotta” più numerosa mai vista nel Vecchio Continente, anche se è sei-sette volte sotto ai numeri più alti visti in Cina. Comunque spettacolarissima, la sequenza ha riprodotto il circuito, il trofeo, il rinnovo del Principato fino al 2035 e l’annuncio Las Vegas 2037. La festa, poi, si è poi spostata a bordo della Msc Explora I, la regina fra gli scafi privati ormeggiati in porto. Il messaggio era strutturale: Monaco non è solo una gara, è il palcoscenico principale in cui la F1 comunica se stessa al mondo.McLaren a quota 1.000Monaco 2026 è il millesimo Gran Premio della McLaren. La coincidenza ha un peso specifico: nel 1966 Bruce McLaren portò qui la M2B, prima monoposto F1 della squadra. Per l’occasione livrea speciale sulla MCL40 — papaya metallizzato e antracite — e la storica M2B di 60 anni fa in griglia accanto alla vettura del millesimo GP. Il bilancio ufficiale parla da solo: 203 vittorie, 177 pole position, 561 podi, 13 titoli piloti, 10 costruttori. Il paradosso è che la ricorrenza arriva nel weekend meno favorevole: Norris e Piastri partono dalla quarta fila, e a Monaco la quarta fila è quasi una condizione tattica, non una posizione di partenza. Un’occasione per riunire alcune glorie del passato, fra cui Hakkinen e Fittipaldi.