Il film che rilancia il franchise basato sulla linea di giocattoli Mattel funziona sotto l'aspetto visivo, narrativo e metanarrativo, con un cast in palla e una regia di livello. E, soprattutto, ha il grande pregio di non prendersi troppo sul serio

Il potere di Grayskull è tornato, forse non esattamente come ce lo aspettavamo, ma forse è giusto e va pure meglio così. Masters of the Universe, il film che rilancia al cinema il brand di giocattoli Mattel con He-Man protagonista, arriva nelle sale italiane oggi e rappresenta sicuramente una delle novità più attese della stagione cinematografica. Diretto da Travis Knight e prodotto Amazon MGM Studios, Metro-Goldwyn-Mayer, Mattel Studios ed Escape Artists, Masters of the Universe prende la mitologia del franchise anni ’80 e la trasporta ai giorni nostri, seguendo una ricetta ampiamente collaudata e avendo soprattutto un grandissimo merito: quello di non prendersi mai troppo sul serio.

La trama

Esiliato da Eternia e rifugiato politico sulla Terra, il giovane Principe Adam vive una vita piuttosto normale, non fosse che si ricorda tutto della sua infanzia, degli addestramenti con Man-At-Arms, dell’amicizia con Teela, dei suoi genitori a cui è stato strappato il regno della Spada del Potere con cui è stato spedito lontano dalla minaccia di Skeletor dalla potente Maga, e che ha perduto atterrando sulla Terra. Ossessionato dal suo passato, incapace di integrarsi realmente nel mondo perché nessuno crede alla sua storia totalmente inverosimile, Adam si ritrova di nuovo scaraventato in un’avventura e costretto a vestire i panni dell’eroe per cui non appare affatto preparato, ma l’esperienza maturata in una civiltà profondamente diversa si rivelerà piuttosto utile per la sua missione.