Fili d'erba L’ex finalista di Wimbledon costretto al ritiro nei quarti del Roland Garros per un problema fisico. Arnaldi avanza in semifinale, dove troverà Cobolli: l’Italia è certa di avere un finalista a Parigi
“Sono stanco di ritirarmi”, dice Matteo Berrettini. L’aria è affranta, lo sguardo comprensibilmente perso nel vuoto. Come a dire, questa volta no, non me lo meritavo. “Non volevo che il torneo finisse così”. Invece si è dovuto arrendere, quando erano passate due ore di gioco. Perso il primo set (dopo essere stato avanti 3-0 con doppio break e palla del 4-0) e indietro 2-5 nel secondo, l’ex finalista di Wimbledon è costretto a ritirarsi per un fastidio alla gamba sinistra. Il sogno di una semifinale slam a Parigi rimarrà tale, forse per sempre. Matteo abbraccia Arnaldi e poi esce in direzione degli spogliatoi a testa bassa, con la telecamera del Roland Garros che lo inquadra di spalle scendere mestamente le scale dello Chatrier.
Nessuno vorrebbe mai vincere così. Però il tennista ligure si risparmia un’altra potenziale maratona e raggiunge la semifinale al Roland Garros. Impossibile anche solo da immaginare ad inizio torneo. Sfiderà Flavio Cobolli, che nel pomeriggio ha avuto la meglio con una gran partita della testa di serie numero quattro, il canadese Auger Aliassime. La buona notizia è che avremo un italiano in finale qui a Parigi, per il secondo anno consecutivo e a cinquant’anni dal trionfo di Adriano Panatta.










