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Da alcuni mesi un gruppo di archeologi sta conducendo degli scavi nell’area intorno alla cattedrale di Notre-Dame, a Parigi, e trovando centinaia di oggetti e reperti risalenti a epoche molto diverse tra loro. Le prime individuate sono state delle rovine medievali, sotto le quali sono poi state trovate delle fosse granarie della dinastia merovingia (tra il V e l’VIII secolo) e carolingia (tra l’VIII e il X secolo), e sotto ancora i resti di un insediamento romano del IV e V secolo.

Gli scavi erano iniziati a gennaio su richiesta dalla Direzione regionale degli affari culturali (un organismo del ministero della Cultura francese), in vista di un importante progetto di riqualificazione dell’area. Il piano prevede la creazione di una zona verde con alberi e altre piante accanto alla cattedrale. Poiché l’area di Notre-Dame si trova nella parte più antica di Parigi, era stato deciso di scavare fino a 30 metri di profondità per vedere cosa vi fosse conservato.

Le prime strutture emerse sono state alcune mura medievali. Quando cominciarono i lavori per la costruzione di Notre-Dame nel 1163, l’intero sagrato era circondato da abitazioni. Al centro c’era una strada, con case sia a nord sia a sud: «Abbiamo riscoperto queste case, le loro fondamenta e le cantine», ha spiegato Camille Colonna, l’archeologa che dirige gli scavi. Sono stati trovati diversi frammenti di ceramica medievale decorati con simboli che gli esperti non sono ancora riusciti a interpretare. Secondo l’archeologo Hugo Cador, questi ritrovamenti «permettono di ricostruire il modo in cui vivevano le persone dell’epoca».