Il caso della grazia a Minetti si infittisce. Secondo quanto precisato dai legali di Nicole Minetti, l’avvocata uruguaiana che è stata trovata morta carbonizzata nel 2024, non sarebbe stata la rappresentante legale della famiglia biologica del minore adottato da Minetti-Cipriani, ma era il tutore del bambino: “In tale veste aveva espresso un approfondito e motivato parere positivo all’adozione del bambino a favore della coppia Cipriani e Minetti”, scrivono.

Il caso della grazia a Minetti, su cui il Quirinale ha chiesto chiarimenti, è ancora aperto, con diversi punti ancora da chiarire. Intanto tramite l'Interpol è arrivata una richiesta di chiarimenti dall'Italia all'Uruguay, approfondimenti che riguardano la procedura di adozione del minore, affetto da una grave patologia, la scomparsa della madre biologica e la morte in un incendio della legale, che secondo il Fatto Quotidiano ha rappresentato il minore e la famiglia d'origine uruguaiana nella causa intentata dalla coppia Minetti-Cipriano, ai fini dell'adozione piena. Sui tempi di risposta da parte dell'Uruguay non ci sono ancora certezze. In Italia invece, il ministro della Giustizia Carlo Nordio è pronto a fare causa al conduttore Sigfrido Ranucci per le dichiarazioni sulla presunta visita del Guardasigilli (poi smentita) presso il ranch di Cipriani lo scorso marzo. Oggi in un'intervista al Corriere della Sera parla l'ex presidente dell'istituto uruguaiano dell'Inau, Pablo Abdala, attuale deputato che guidava l'istituto uruguaiano dell'Inau nel periodo della procedura di adozione. Abdala dichuara di non aver avuto contatti con Giuseppe Cipriani e Nicole Minettiultimamente, e che la procedura di adozione da parte della coppia Minetti-Cipriani è stata "condotta con successo e nel rispetto della legge". Secondo Abdala l'iter si è dispiegato fra il 2019 e il 2023, senza violazioni di legge: "L'hanno decretato gli stessi tribunali. Due giudici, assieme a due avvocati d'ufficio nominati a tutela del minore, sono intervenuti nelle diverse fasi del procedimento. E tutti quanti hanno approvato l'integrazione del bambino nella nuova famiglia italiana.C'era un'altra famiglia interessata, sì. Ma alla fine spettava all'Inau e ai giudici, decidere. E la famiglia italiana è parsa la migliore soluzione per il bambino".