HomePesaroSportLa super Pietralunghese fa rima con VadeseUn borgo di 2100 anime che batte la Fermana e sogna la D: in passato giocatori del paese vestirono la maglia giallorossa e dell’Apecchio .Un borgo di 2100 anime che batte la Fermana e sogna la D: in passato giocatori del paese vestirono la maglia giallorossa e dell’Apecchio .Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciC’è un paese che per merito della propria squadra di calcio sta vivendo un momento storico. Si tratta di Pietralunga, un centro abitato di 2010 anime, nell’Appennino umbro-marchigiano confinante con la provincia di Pesaro-Urbino e precisamente a nord est con Apecchio e a est con Cagli. Fondata nel 1971 la Pietralunghese dopo aver conquistato nella passata stagione l’Eccellenza sta giocando gli spareggi nazionali. Dopo aver eliminato la Fermana ai rigori ora domenica andrà in Sardegna per affrontare l’Ilvamaddalena per la gara uno della finale playoff che assegna un posto in serie D e chiaramente tutto il paese si sta mobilitando per affrontare il viaggio ed essere a fianco dei propri beniamini. Il ritorno si giocherà il 14 giugno al ‘Martinelli’ di Pietralunga.
Tante le affinità, non solo geografiche, tra Pietralunga e alcune società della nostra provincia. Agli inizi degli anni ’70 vennero a giocare in Apecchio Maurizio Milli, Sauro Fiorucci, Giuseppe Palazzetti, Luciano Bani, i fratelli Orali e altri, a Cagli si mise in luce il compianto Pietro Ceccacci detto ‘Pula’, a Cantiano Giuseppe Bianconi e poi ad Ancona Federico Duranti. Ma ad inizio degli anni ’90 un pietralunghese dai piedi buoni salì a Sant’Angelo in Vado per indossare la maglia della Vadese, si trattava di Cristiano Galletti (classe ’71) che pur da difensore (esterno) mise a segno 12 reti (anno 92-93). Con lui in quegli anni militavano gente come Simone Pazzaglia, Filippo Giovagnoli, Sacchi, Guerra, Catenacci e tanti altri. Galletti vede un punto in comune tra l’attuale Pietralunghese e la Vadese di quell’epoca: "L’unione tra squadra e paese, tra squadra e tifoseria, unione che ha fatto la differenza sia in quegli anni che oggi. Il gruppo ultras che si è creato è veramente incredibile". Il segreto della Pietralunghese? "Un insieme di competenze, organizzazione e determinazione creata dal patron Giuliano Martinelli che ha avuto la costanza e la passione giusta per raggiungere gli obiettivi che si era prefisso. Ha creato un connubio tra squadra e popolazione che l’ha seguito: l’arma vincente. A Fermo si è mobilitato un intero paese per aiutare la squadra a raggiungere un sogno. Per Pietralunga competere con realtà come la Fermana è stato un onore ma indubbiamente non c’è stato timore reverenziale ma consapevolezza dei propri mezzi".






