In uno scantinato poco fuori Milano, Giorgio ha raccolto gli strumenti da lavoro, i mobili e altri cimeli di suo padre, lo scultore Silvio Gazzaniga, morto nel 2016. Di fronte a una parete da cui pendono decine di calchi in gesso, c’è pure il tavolo al quale lavorava. Sopra ci sono la bozza, i disegni, il calco e una copia in cera dell’attuale Coppa del Mondo di calcio, il primo e il più famoso dei trofei progettati da Silvio Gazzaniga.
Il tavolo a cui lavorava Silvio Gazzaniga (Riccardo Trabattoni/il Post)
Quella di Gazzaniga, tra l’altro, è anche la prima “Coppa del Mondo di calcio” propriamente detta. Il primo trofeo dei Mondiali – una piccola vittoria alata d’oro, realizzata in vista dell’edizione inaugurale del 1930 – era infatti noto con un altro nome: “Coppa Rimet”, da Jules Rimet, il presidente della FIFA che aveva fondato il torneo.
Allora era consuetudine che ogni nazionale vincitrice del Mondiale custodisse il trofeo fino all’edizione successiva. Ma quando il Brasile vinse il suo terzo Mondiale nel 1970, la Coppa Rimet gli fu assegnata definitivamente. La FIFA dovette quindi creare un nuovo trofeo e bandì un concorso, a cui parteciparono 53 artisti, di 25 paesi diversi. A vincerlo – ma questo ormai l’avrete capito – fu proprio Gazzaniga.








