Dall’inchiesta giudiziaria contro l’ex capo di Frontex, Fabrice Leggeri, potrebbe emergere il drammatico quadro di complicità tra l’Europa nei crimini contro l’umanità commessi in Libia. Intanto l’Ue stipula nuovi accordi con gli apparati definiti “criminali” dall’Onu e dalla Corte Penale Internazionale.

E' iniziata ufficialmente il 13 maggio scorso l'inchiesta giudiziaria in Francia contro Fabrice Leggeri, ex capo di Frontex, l'Agenzia europea di controllo delle frontiere, oggi parlamentare europeo di Rassemblement National, il partito di estrema destra ispirato da Marie Le Pen. Il procedimento è partito dopo che nel marzo scorso la Procura di Parigi aveva accolto un esposto, già rigettato dalla Procura Nazionale Antiterrorismo, contro Leggeri, presentato dalla Lega dei diritti dell'uomo di Parigi e dal Collettivo Utopia 56. L'accusa è di crimini contro l'umanità, per aver incoraggiato i respingimenti di migranti nel Mediterraneo con la consapevolezza di esporli a torture e violenze crudeli. Questa inchiesta giudiziaria potrebbe svelare moltissimo rispetto ai rapporti oscuri tra l'agenzia europea ed i trafficanti di esseri umani libici, gli stessi che hanno in mano le imbarcazioni della Guardia Costiera, allestita sostanzialmente con soldi del governo italiano e dell'Unione Europea, con cui trafficano in armi e petrolio.