HomePesaroCronacaIl grande cuore degli studenti. Defibrillatori senza segreti. Superato l’esame salvavitaAll’Alberghiero hanno seguito il corso di rianimazione incontrando i dottori Gnudi e Caverni. E con l’applicazione Dae Marche tutti possiamo essere decisivi in caso d’emergenza. .All’Alberghiero hanno seguito il corso di rianimazione incontrando i dottori Gnudi e Caverni. E con l’applicazione Dae Marche tutti possiamo essere decisivi in caso d’emergenza. .Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciPiccoli capitani coraggiosi crescono. Un centinaio di studenti dell’Istituto alberghiero Santa Marta hanno imparato la lezione e ora sono pronti ad intervenire se qualcuno dovesse sentirsi male. Saprebbero prestare soccorso facendo le manovre di base per la rianimazione cardiopolmonare e sapendo applicare il defibrillatore. In verità non sono tanto piccoli perché già dai sedici anni è possibile usare il Dae, il defibrillatore semiautomatico esterno come quello che è presente a scuola, ma certamente non mancherà loro il coraggio di intervenire ora che hanno acquisito la tecnica base per soccorrere chi per un arresto cardiaco potrebbe rischiare la vita o restare invalido.

I giovani, invitati dalla scuola, hanno seguito il corso base di rianimazione cardiopolmonare di base con utilizzo di defibrillatore, incontrando nello staff dei formatori i medici Umberto Gnudi, responsabile della centrale Operativa 118; presidente dell’associazione “Avere Cura“ e il cardiologo Alberto Caverni, presidente dell’associazione di volontariato Fanocuore. Entrambe le associazioni sono un riferimento nell’organizzare i corsi di primo soccorso. "Avere cura, solo nelle scuole, nel 2025 ha formato 300 studenti – conferma Gnudi –. Quella della formazione è un’azione che abbraccia corsisti di tutte le età ed è importante, ma è importante ricordare che per “salvare una vita“ in condizioni di emergenza non è necessario aver seguito un corso". Gnudi e Caverni sanno di sorprendere chi ascolta, quando dicono così. "Davanti ad una situazione critica, anche il soccorritore laico, cioè colui che non ha avuto una formazione, può essere diretto telefonicamente dalla centrale 118 – spiega Gnudi – i nostri operatori possono dare le indicazioni necessarie ad evitare il peggio, nell’intervallo di tempo che intercorre prima dell’arrivo dei sanitari". Esiste poi uno strumento molto utile che tutti i cittadini possono scaricare nel proprio telefonino smartphone: "E’ una app, si chiama Dae Marche – spiega Caverni – proprio perché copre tutto il territorio regionale. Tra i registrati possono esserci i proprietari di defibrillatori i quali indicano la posizione del dispositivo e la disponibilità di accedervi, in caso di locali con chiusura al pubblico. Contemporaneamente si possono registrare operatori che danno la propria disponibilità al soccorso: indicano l’area di azione o addirittura autorizzano la propria geolocalizzazione. Più la mappa è puntuale e meglio funzionerà l’allerta".