Sarà inaugurata giovedì 11 giugno alle 17, nell’atrio superiore del palazzo comunale di Colle, l’opera dedicata ad Arnolfo di Cambio commissionata dal Lions Club Valdelsa all’artista Maurizio Balducci (foto). La scultura sarà donata al Comune nel corso di una cerimonia pubblica che intende rendere omaggio al figlio più illustre della città. Nato a Colle intorno al 1245 rappresenta una delle figure più significative dell’arte e dell’architettura medievale italiana, capace di lasciare un’impronta profonda ben oltre i confini della sua terra natale. Nel ripercorrerne idealmente il cammino, il pensiero corre alle sue opere più celebri. Fu probabilmente autore della prima rappresentazione plastica del Presepe della storia, realizzando nel 1291 le celebri statue della Natività e dei Magi oggi conservate nel Museo della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Poi operò a Firenze come architetto e urbanista. A Perugia con la fontana realizzata attorno al 1280 e la stessa Colle, dove la tradizione gli attribuisce i ponti di Spugna e di San Marziale, oggi scomparsi. Arnolfo continua a costruire ponti: non più in pietra, ma di relazioni tra generazioni.

"Ho cercato di interpretare e restituire non solo l’immagine di Arnolfo di Cambio, ma anche il suo spirito innovatore – afferma l’artista –. Ho raccolto l’invito Lions Valdelsa, pur esprimendo un linguaggio artistico a me non consono, di tributare il nostro illustre concittadino con un’opera che lo rappresenti quale testimonianza e memoria della sua straordinaria capacità creativa e progettuale ancora viva e presente ai giorni nostri suscitando molto interesse ed invitandoci a riflettere sul valore dell’arte e dell’architettura quale patrimonio da custodire e tramandare". Soddisfazione anche da parte del Presidente del Lions Club Valdelsa, il professor Stefano Gonnelli. "Questa iniziativa nasce dal desiderio di rendere omaggio a una personalità che ha dato lustro a Colle e all’intera cultura italiana. Il Lions Club Valdelsa ha ritenuto importante lasciare alla città un segno tangibile della propria attenzione verso la storia, l’arte e le radici del territorio. Donare un’opera dedicata ad Arnolfo significa custodirne la memoria e, al tempo stesso, trasmetterla alle future generazioni".