Introduzione
L’Unione europea ha detto sì alla richiesta dell’Italia di avere maggiore flessibilità di bilancio per far fronte alla crisi energetica. La premier Meloni ha parlato di "un risultato estremamente importante che in molti consideravano impossibile", sottolineando come questo confermi la "capacità dell'Italia di fare valere i propri interessi e di proporre soluzioni efficaci e di buon senso all'intera Europa". In ogni caso, il via libera di Bruxelles non è un ‘assegno in bianco’ staccato a Roma: la flessibilità concessa infatti coprirà soltanto le spese che favoriscono gli investimenti, ma non quelle non mirate o destinate ad aumentare il consumo e la dipendenza di combustibili fossili. Ci sono infatti una serie di paletti e richieste da rispettare.
Quello che devi sapere
Cosa si è deciso
Intanto, è necessario partire da cosa ha deciso l’Unione europea: secondo le indicazioni presentate dal commissario Ue all'Economia, Valdis Dombrovskis, gli Stati membri possono richiedere l'estensione dell'ambito di applicazione della clausola di salvaguardia nazionale, derogando dai vincoli del Patto di Stabilità, dalla difesa all'energia, per lo 0,3% all'anno per un periodo dal 2026 al 2028, con un limite cumulativo dello 0,6% nel triennio. Per l'Italia questo vuol dire, di fatto, poter scorporare per circa 7 miliardi di euro all’anno.











