HomeMarcheCronacaPari (Fondazione Cetacea): "Delfini da proteggere. Ok il ritorno del fratino"Solo nel 2025 nelle Marche abbiamo recuperato 24 Caretta caretta . I mini trampolieri si nutrono di microrganismi, segnali di ambiente sano.I fratini sono piccoli uccelli limicoli e trampolieri che vive e nidifica negli ambienti umidi e costieriRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciL’Adriatico che non ti aspetti. Ovvero un tratto di mare, dalla Romagna alle Marche, che continua a sorprendere anche per la sua biodiversità e per la presenza diffusa di tartarughe, delfini e per il ritorno del fratino. Sauro Pari, presidente della Fondazione Cetacea, da decenni è impegnato nella tutela degli abitanti di questo specchio di mare e nella promozione della non sempre facile rispettosa coesistenza tra le attività antropiche e l’ambiente marino.

Presidente, partiamo dalle tartarughe. Dai vostri interventi quali criticità vengono riscontrate nella vita di questi animali lungo le coste marchigiane?

"Nel 2025 nelle Marche ne abbiamo recuperate 24. Una parte di queste erano piccole con un carapace intorno ai 30 cm che corrisponde a un’età tra i 4 e i 6 anni. Sono state portate nel nostro ospedale di Riccione, ma non ce l’hanno fatta. Molte di queste erano affette da Dts, la sindrome della tartaruga debilitata, una patologia sulle cui cause sono in corso studi in collaborazione con il professor Danilo De Bellis dell’Università di Camerino. Si teme che in questa sindrome possano avere un ruolo determinante le abitudini alimentari delle tartarughe più giovani che mangiano ciò che trovano in superficie e non si esclude che possa avere un impatto sugli episodi anche l’attività del rigassificatore di Ravenna, visto che per tenere puliti i tubi degli impianti vengono usate grande quantità di cloro che possono entrare nell’alimentazione delle più giovani attraverso le schiume superficiali".