La longevità diventa sempre più un asse industriale per Unifarco, gruppo bellunese da 200 milioni di ricavi attivo nella salute in farmacia, che sta trasformando ricerca scientifica, nutraceutica e prevenzione in un segmento strategico. «Il nostro Dna è la ricerca sulla longevità e la promozione di scelte consapevoli che producano effetti nel lungo periodo», spiega Gianni Baratto, Science & Research Vice President Unifarco.
La ricerca rappresenta «il 3% circa dei ricavi, con un focus crescente su benessere, barriera intestinale e microbiota», sottolinea.
Il primo brevetto risale al 2005 con Ceramol per la dermatite atopica, mentre oggi il portafoglio conta 24 brevetti e una decina in corso di deposito in ambito cosmetico, nutraceutico e dispositivi medici. «Uno degli ultimi riguarda una materia prima da pericarpo di melograno, ricca in particolari tannini dai quali il microbio produce urolitina, sostanza che agisce nei mitocondri delle cellule migliorandone l"attività.
I processi cellulari sono studiati da anni nei centri di ricerca internazionali come ad esempio a Stanford», spiega Baratto.
La strategia di innovazione si fonda anche su una rete internazionale di ricerca. «Abbiamo un comitato scientifico sulla longevità formato da ricercatori che hanno lavorato in centri come Stanford, Eriba in Olanda e l"ospedale Gemelli», aggiunge il co-fondatore.









