Ballottaggi La leader Pd: «Per noi c’è solo la coalizione progressista, no al trasformismo»
Elly Schlein arriva a Molfetta per dare una mano a Manuel Minervini, ingegnere di 36 anni, unico candidato del campo progressista targato Rifondazione comunista. È stata lei, con il suo braccio destro Igor Taruffi, a commissariare alcune settimane fa il Pd di Molfetta, che a maggioranza voleva sostenere il civico Pietro Mastropasqua, che alcuni anni fa si era candidato a sindaco con Fdi e ora sfida Minervini al ballottaggio. «L’unità si fa a sinistra», ha detto la leader Pd dal piccolo palco di corso Umberto. «Abbiamo fatto una scelta netta, questo e non altro è la coalizione progressista. Manuel è una persona libera da conflitti di interesse e consorterie, lo ringrazio per la sua chiarezza e la sua mitezza».
Poco prima, Minervini aveva lodato Schlein: «Il Pd si trova nel luogo dove è naturale che fosse sin dall’inizio della campagna elettorale, e questo si deve al coraggio di Elly». E ancora: «Il civismo degenere ha esaurito la spinta propulsiva, è diventato puro trasformismo che raccatta pezzi di destra e di sinistra. Qui la politica è stata deturpata da chi voleva farsi gli affari propri sulla pelle della città, e questa classe dirigente la consegneremo alla pattumiera della storia». Il senatore Alberto Losacco, fedelissimo di Franceschini, è stato nominato commissario del Pd di Molfetta poco più di un mese fa. E ha raccontato di aver messo in piedi la lista dem «in cinque giorni», richiamando in servizio persone che non avevano neppure pensato alla candidatura.








