Una vittoria che profuma d’inizio. L’Italia batte il Lussemburgo in una serata che, più che per il risultato, resterà nella memoria per l’esordio di Silvio Baldini sulla panchina azzurra e per i segnali incoraggianti emersi da una Nazionale giovane, fresca, con idee riconoscibili. Fin dal primo quarto d’ora si è vista la tensione di una squadra in costruzione, ma anche la voglia di osare: pressing organizzato, linee corte, ricerca dell’ampiezza con gli esterni alti e un palleggio meno scolastico, più verticale quando si aprivano corridoi tra le linee. Non sempre la lucidità ha accompagnato la manovra azzurra, e qualche errore tecnico in uscita ha concesso respiro al Lussemburgo, ordinato e mai remissivo, ma il filo tattico azzurro è rimasto saldo.

Il primo tempo ha visto una Nazionale con un preciso piano tattico: pressione alta e ricerca veloce della riconquista del pallone con Pio Esposito terminale offensivo capace di variare e non fornire punti di riferimento alla difesa avversaria. In mezzo, il trio di centrocampo formato da Pisilli, Lipani e Ndour ha alternato regia e inserimenti. É mancata, semmai, la cattiveria negli ultimi sedici metri: segnali tipici di una squadra nuova, che deve ancora sincronizzare corse e tempi d’attacco. Nonostante questo, nella prima frazione di gioco gli Azzurri hanno sfiorato in più occasioni la rete del vantaggio. Al 24’ con un splendido colpo di tacco splendido su assist di Lipani. Al 28’ è ancora una volta il centravanti dell’Inter a provarci in rovesciata. L’occasione più limpida, però, arriva al 44’: palla da Comuzzo a Ndour che verticalizza subito per Koleosho che in area conclude debolmente.