Express. La rubrica delle culture che fa il giro del mondo L'esempio di Clarke Speicher, che legge libri per valutarne il potenziale di adattamento cinematografico o televisivo: sei libri a settimana, migliaia nel corso di vent’anni. Per ogni titolo Speicher produce una scheda, in gergo coverage, con sinossi, analisi dei personaggi, valutazione della tenuta cinematografica e infine un verdetto

Forse chiuderà a Lille quella che negli anni Novanta si vantava di essere la più grande libreria del mondo, Le furet du Nord, e chiunque sia capitato nella sua sede principale, affacciata sulla Grand’Place al centro della città francese, non può che vederci una malinconica conferma della crisi dell’editoria ovunque nel mondo. Del resto, come riferisce Clémence de Blasi su Libération, il portavoce del gruppo Nosoli, proprietario della libreria sostiene che l’avvio della procedura di fallimento è pressoché inevitabile, dato che «il mercato dei beni culturali attraversa una crisi profonda, segnata da una forte pressione sui margini e da un calo dei volumi di quasi il 15% dal 2021, in un contesto ulteriormente indebolito negli ultimi mesi da cambiamenti nel potere d’acquisto e nei modelli di consumo».