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Andrea Galli

Libri a metà prezzo fino al 25 maggio. La libreria chiude dopo 156 anni. Il futuro dell'edificio ancora incerto. Le cause legali tra gli eredi Hoepli

Ma che sabato strambo. Parole scritte, carta: scenario anacronistico qui a Milano. Infatti eccoci con quel che resta d’una libreria. Una delle. Anzi, la. La Hoepli. La Hoepli: tempio — un ex tempio — indipendente da 156 anni. Fuori tutto a metà prezzo fino al 25 maggio, per giugno ogni centimetro di spazio dev’esser vuoto. Otto giorni mancano ma potrebbero esser di meno, i volumi stanno finendo. Un po’ un assalto sacrilego, alla Hoepli; una febbre lanzichenecca: salvo eccezioni (appassionati di libri, sconfortati clienti storici) si passa finanche col trolley a rotelle, quello per la spesa, per riempirlo, dannazione, riempirlo all’orlo, tirar su il quasi nulla sugli scaffali articolati sui quattro piani. Libri da rivendere su eBay, su Vinted, farci due euro di guadagno.

La storiaccia brutta e sconfortante della Hoepli la saprete già: la recente decisione di chiuderla, per sempre, ci faranno forse l’ennesimo hotel del lusso, oppure una palestra, una residenza per riccastri; i proprietari, quelli della nobile famiglia Hoepli, han parlato di crisi del settore nera nerissima, ci sta, vero, crisi profonda, ma in verità hanno bisticciato fra di loro, gli Hoepli, ci sono cause legali; i lavoratori (dei quali, ripetono i forse poco combattivi sindacati, 50 finiranno in cassa integrazione, 20 licenziati, 9 in Mondadori che ha acquisito il ramo dell’editoria scolastica), i lavoratori giurano che il compromesso per l’acquisto del palazzo gli Hoepli l’hanno già controfirmato, da mesi, mesi e mesi, incasso complessivo della vendita sui 20 milioni almeno; ma allora, per quale ragione, signore e signori Hoepli, non ci narrate la verità scoprendo le carte? Quali sono i piani?