Netanyahu torna all’attacco dell’Europa e rilancia la linea dura contro l’Iran. In un’intervista concessa alla statunitense Cnbc da Gerusalemme, il premier israeliano ha accusato i leader europei di non sostenere abbastanza Israele nella guerra in Medio Oriente e ha ribadito che, se necessario, Stati Uniti e Israele sono pronti a tornare a un’azione militare “su larga scala” contro Teheran.“Il modo in cui i leader dell'Europa assecondano le minoranze islamiche radicali presenti nei loro Paesi è vergognoso. Sanno che noi stiamo proteggendo anche loro, ma non hanno il fegato di schierarsi dalla parte giusta, di sostenere ciò che salverà la nostra civiltà da questi barbari”, ha dichiarato Netanyahu, prendendo di mira le critiche europee alle operazioni militari israeliane. Il primo ministro ha poi accusato “alcune emittenti televisive occidentali e piattaforme social” di raccontare “menzogne terribilmente ingiuste e fraudolente” su Israele. “Ci odiano perché ci difendiamo. Cosa dovremmo fare, smettere di difenderci? Naturalmente no. Dobbiamo combattere”, ha aggiunto.Nell’intervista Netanyahu ha anche cercato di ridimensionare le tensioni emerse con Donald Trump dopo la telefonata delle ultime ore sulle operazioni israeliane in Libano. “A volte abbiamo, come accade nelle migliori famiglie, dei disaccordi tattici. Ma troviamo sempre un modo per risolverli e lo facciamo da grandi amici”, ha detto il premier israeliano, spiegando che lui e il presidente americano condividono l’obiettivo strategico di impedire all’Iran di ottenere l’arma nucleare.Proprio sul dossier iraniano Netanyahu ha rilanciato la possibilità di una nuova escalation militare. “L'Iran sa certamente cosa ha dichiarato il presidente Trump, cioè che, se necessario, si tornerebbe a un'azione militare su larga scala”, ha affermato, sostenendo che Teheran “sta giocando con il fuoco”. Secondo il premier israeliano, sia Israele sia gli Stati Uniti sarebbero pronti a intervenire nuovamente in caso di necessità. “Israele è pronto e anche le forze statunitensi sono pronte”, ha dichiarato.Mentre Netanyahu parlava con la Cnbc, a Roma l’ambasciatore israeliano in Italia Jonathan Peled ha ammesso pubblicamente l’esistenza di “divergenze” con il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Peled ha criticato le dichiarazioni del governo italiano sulla guerra in Libano, accusando Roma di sottolineare la sofferenza dei civili libanesi senza dare sufficiente spazio a quella delle comunità israeliane colpite dagli attacchi.