In bilico fino all’ultimo, Lo sbilico di Alcide Pierantozzi entra anche nella cinquina, che è una sestina, del premio Strega, (al quinto posto con 170 voti) dopo essere entrato anche in quella del Campiello. Ora compete per i due più importanti premi letterari italiani. Con l’aria di chi passava di lì per caso e invece ha già apparecchiato il tavolo. Pierantozzi scrive un libro potente, costruito come una seduta spiritica con tre sedie, inventando tre voci: quella dell’invasato, quella dell’interprete razionale e quella di un altro interprete che litiga col primo. «Sono diventato il filosofo della mia follia e per farlo non ho dovuto inventare niente».
Le angoscianti cene di classe, Mari e la sua perfida commedia
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Il libro ha già venduto più di venticinquemila copie e ora crea lo sbilico anche al suo editore, Einaudi, che allo Strega arriva anche con il favorito I convitati di pietra di Michele Mari (entra al primo posto con 280 voti). Congegno narrativo a orologeria, lingua spettacolare, intelligenza nera, allegra e mortuaria. Secondo con 242 voti Matteo Nucci con Platone. Una storia d’amore per Feltrinelli. Un romanzo di formazione dell’età classica: seguiamo Platone dai primi anni sull’isola di Egina per arrivare all’incontro con Socrate, la figura più controversa del suo tempo e il più ingombrante dei maestri possibili.










