Nel 2006 Alex Bellini ha attraversato le tempeste da solo. Da allora non ha più smesso di viaggiare per capire il mondo e come lo stiamo cambiando. Il 4 giugno sarà sul palco del Festival di Green&Blue perché da soli, ci rivela, non si va poi tanto lontani.
A 27 anni ha navigato da Genova a Fortaleza. In questi 20 anni ha esplorato i cinque continenti, com’è cambiato il mondo?
"Venti anni per una persona sono un quarto della sua vita. Per il clima, invece, sono pochissimi. Forse troppo pochi per trarre conclusioni definitive. Dal 2006, però, le esplorazioni polari sull’Artico sono diventate impossibili a causa del ghiaccio sempre più sottile, viaggiare in mongolfiera è sempre più pericoloso per le correnti a getto imprevedibili e alcune comunità inuit sulle coste dell’Alaska sono scomparse con tempeste e inondazioni. Tre indizi ci suggeriscono che forse qualcosa è peggiorato".
Il docufilm “Rotta”, diretto con Francesco Clerici, racconta la traversata oceanica con filmati inediti. Momenti di disperazione e altri di gioia pura. Navigare da soli in mare aperto è un concentrato dell’esistenza umana?
"Lo è. Un giorno sembra un mese e un mese sembra un anno. Tutto è amplificato: paura, gioia, nostalgia, solitudine, speranza. In mare aperto si vive una versione più intensa della vita, perché vengono meno le distrazioni e si resta faccia a faccia con se stessi".






