"L’esploratore è colui che fa esperienza del mondo, che lo guarda con i propri occhi, che ci si struscia e fa sì che il suo corpo si diluisca nell’acqua del mare e dei fiumi", esordisce Alex Bellini, 47 anni, originario dell’Aprica, Valtellina. E può ben dirlo lui che di esplorazioni, avventure e imprese estreme è protagonista da più di vent’anni: nel 2002 e nel 2003 ha attraversato a piedi l’Alaska, nel 2006 ha solcato l’Atlantico su una barca a remi, 224 giorni e 11mila chilometri di navigazione in solitaria da Genova a Fortaleza in Brasile, nel 2017 in Islanda ha affrontato con gli sci e una slitta il Vatnajökull, la cappa di ghiaccio più impressionante d’Europa. Pensa se non ci avessi provato, recita il titolo del suo libro che ricorda la mitica traversata a cui è stato dedicato anche il documentario Rotta, presentato al Trento Film Festival. Il 13 giugno al Ravenna Festival debutterà il suo nuovo spettacolo Esploratori o geografi?, un nuovo sguardo sul mondo e sui modi per conoscerlo.
Qual è la differenza fra un esploratore e un geografo?
"L’esploratore si mette in gioco in prima persona. Il geografo, come quello del ‘Piccolo Principe’ di Saint-Exupery, è l’uomo di scienza chiamato a garantire la continuità del sapere: chiama per nome i fiumi, i laghi, gli oceani ma magari non è mai uscito dal suo studio. E a volte incarna un paradosso del nostro tempo..."








