Dopo il rifiuto della sanità del Friuli Venezia Giulia, l'associazione Luca Coscioni riferisce che la donna è stata accompagnata dagli attivisti di Soccorso Civile, come nel caso di Martina Oppelli. I Disobbedienti civili annunciano che domani si autodenunceranno in Questura a Trieste e terranno una conferenza stampa

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Lucia, di 80 anni, triestina, è morta in Svizzera seguendo una pratica di "suicidio assistito", dopo il diniego da parte della sanità del Friuli Venezia Giulia. Lo comunica l'associazione Luca Coscioni, precisando che la donna, affetta da una patologia neurodegenerativa, è stata accompagnata dagli attivisti di Soccorso Civile, l'associazione per le disobbedienze civili sul fine vita di cui è responsabile legale Marco Cappato, proprio come Martina Oppelli. I Disobbedienti civili hanno annunciato che domani si autodenunceranno in Questura a Trieste e poi terranno una conferenza stampa.

Il percorso clinico e legale

Lucia è morta oggi in Svizzera, dove ha avuto accesso al "suicidio medicalmente assistito", "nonostante fosse nelle condizioni per poterlo ottenere in Italia", precisa la nota. È stata accompagnata da Matteo D'Angelo e Antonella Lauvergnac del Soccorso Civile. La donna era affetta da una rara malattia neurodegenerativa progressiva, incurabile che le aveva causato gravi limitazioni motorie, dolori diffusi e spasmi impedendole "alcun tipo di attività senza l'assistenza continuativa dei suoi caregiver". Era sottoposta a una corposa terapia farmacologica.