“Ci era stato detto che l’area dell’ex stabilimento Ancione sarebbe stata destinata a servizi per la collettività. Oggi scopriamo che, se le informazioni emerse saranno confermate, quei servizi coinciderebbero con l’ennesimo supermercato. Una prospettiva che rende ancora più grave l’abbattimento di un luogo simbolico della memoria industriale ragusana e la distruzione delle opere del progetto Bitume”.
A intervenire è Riccardo Schininà, segretario cittadino del Partito Democratico di Ragusa, che torna sul caso dello stabilimento Ancione in contrada Tabuna, attualmente in fase di demolizione.
“Non siamo di fronte a una vera riqualificazione – prosegue Schininà – ma a una trasformazione radicale dell’area. Dove sorgeva un sito legato alla storia produttiva della città, e dove tra il 2016 e il 2020 artisti di rilievo internazionale avevano realizzato le oltre quaranta opere del progetto Bitume, rischiamo di ritrovarci l’ennesima struttura della grande distribuzione. Il punto politico sul quale la città dovrebbe interrogarsi è se l’amministrazione comunale abbia mai provato davvero a immaginare per quell’area una funzione diversa, coerente con la sua storia e con il valore culturale che quel progetto aveva restituito alla comunità. Secondo noi, le logiche del profitto privato hanno prevalso sull’interesse pubblico e su una visione complessiva della città”.









