Milano, 3 giugno 2026 – “Mi piace molto lo spirito dinamico di Milano e questo festival lo rispecchia pienamente perché va proprio a prendersi gli spettatori nei nove municipi, porta le proiezioni anche in luoghi meno centrali e non imita nessun altro festival”. Claudio Santamaria è il direttore del Milano Film Fest nato un anno fa e che trasformerà la città in un set a cielo aperto dal 4 al 9 giugno 2026.
Il festival “che non c’era” ha trovato la sua cifra a Milano?
“Sì, l’anno scorso è stata la prima edizione, ci siamo un po’ assestati, abbiamo capito che tipo di festival e che tipo di impronta volevamo lasciare ma è stata la città che ha lasciato un’impronta sul festival perché ha avuto una grandissima partecipazione, più di 70.000 presenze, moltissime proiezioni sparse in giro per la città, dall’ospedale Niguarda al Carcere di Bollate, all’Anteo. E avere la nostra sede, la casa del festival, sempre al Piccolo Teatro per noi è importantissimo perché è un teatro di importanza mondiale”.
Claudio Santamaria con la moglie Francesca Barra
Le sorprese del Milano Film Fest volume 2?







