Con chi si schiererà l’Avvocatura regionale? Con l'ufficio Anticorruzione della Regione, che ha dichiarato nulla la nomina. O con la Giunta regionale, che quella nomina l’aveva deliberata? Rischia di ingarbugliarsi la vicenda giuridica legata all’amministratore unico di Forestas (ormai ex) Salvatore Piras, che ha annunciato di voler impugnare la decisione che gli ha fatto perdere l’incarico dopo quasi due anni al vertice dell’agenzia. Un provvedimento (QUI I DETTAGLI) legato alla sua attività di amministratore della società Opera Gesù Nazareno di Sassari, attiva nel settore della riabilitazione socio sanitaria. Ge.Na. (abbreviato) che era finita anche al centro di una interrogazione in Consiglio regionale: l’opposizione aveva sollevato dubbi sulla legittimità di alcuni contratti milionari con Ares. Dall’assessorato alla Sanità erano arrivate delle rassicurazioni, ma erano stati annunciati ulteriori approfondimenti. E non è detto che la storia, anche su questo fronte, sia chiusa.

L’annullamento

La ricostruzione, per capire, deve partire dalla fine. Dall’atto che ha definito nulla la nomina di Piras, risalente al giugno 2024, per via della legge nazionale su incompatibilità e inconferibilità: l'Anticorruzione regionale ha stabilito che il professionista non avrebbe potuto ricoprire il ruolo in Forestas perché nell’anno precedente aveva gestito la società (Opera Gesù Nazareno) che aveva incassato soldi da enti regionali, in virtù di un contratto per un servizio di riabilitazione. Con lo stesso provvedimento è stato avviato un accertamento su eventuali responsabilità in capo a chi ha deliberato la nomina, ossia agli assessori della Giunta Todde e alla presidente. Piras, poco dopo, ha annunciato la volontà di impugnare la defenestrazione, sottolineando di aver reso a suo tempo tutte le dichiarazioni sulle sue attività private e di non aver omesso nulla sul fronte della trasparenza.