Rimini, 3 giugno 2026 – E’ stata una tragedia che ha colpito al cuore più comunità, quella di Matteo Brandimarti, il ragazzino ascolano di 11 anni, morto in un tragico incidente in un hotel in provincia di Rimini il giorno di Pasqua, mentre era in vacanza con la famiglia. Il bambino è stato risucchiato dalla vasca idromassaggio nella nella Spa di un albergo di Pennabilli (inutili i tentativi di liberarlo da parte dello zio e del padre), è finito in coma ed è morto quattro giorni dopo all’ospedale Infermi di Rimini.

La lettera della madre di Matteo alla premier Meloni: “Serve una legge perché non si ripetano altre morti come la sua”

Un incidente che non è però rimasto isolato, poiché qualche giorno fa è accaduto a un’altra bimba di essere rimasta risucchiata dal bocchettone di una vasca idromassaggio. Il terzo incidente in tre mesi. Così la madre di Matteo, Nicoletta Sprecacè, alla notizia di un’altra tragedia ha scritto una lettera alla premier Giorgia Meloni chiedendo in modo urgente una legge per la sicurezza delle strutture acquatiche a tutela della vita dei figli. Una lettera che spiegava come la vita di Matteo fosse “stata spezzata per colpa di una grata mancante, una tragica e inaccettabile negligenza. In un solo mese, tre bambini sono morti in circostanze simili nelle piscine del nostro Paese. Il primo è stato mio figlio Matteo. Ma sappiamo bene che questi tre piccoli sono solo gli ultimi di una lista lunghissima”. A questa lettera ha risposto la stessa Meloni.