Chiedono politiche adeguate – «non privilegi» – difronte alla precarietà abitativa e lavorativa che colpisce le città, la creazione di un tavolo permanente interreligioso composto da giovani che coltivino una dimensione di pace e all’Europa indirizzano il monito a ritrovare un respiro mediterraneo, capace di generare nuovi equilibri mondiali.

Assieme a un ripensamento delle proprie scelte difronte al riarmo, fenomeno «intellettualmente incomprensibile».

Con queste istanze i circa 700 giovani della Gioventù francescana arrivati a Firenze da tutta Italia per il festival Francesco Live un mese fa si presentavano alle istituzioni cittadine e all’europarlamentare Dario Nardella, chiedendo loro uno «sguardo più ampio», per aprire «nuove vie di dialogo, cooperazione ed equilibrio nelle dinamiche mondiali, dove il limite dell’altro è una sfida e, come Francesco d’Assisi ci insegna, un’opportunità».

Da qui nasce la decisione di portare la loro voce al Parlamento europeo di Bruxelles, dove oggi, 3 giugno, 15 rappresentati della famiglia francescana e della pastorale giovanile della diocesi di Firenze saranno ospiti, per incontrare eurodeputati, membri della Commissione delle Conferenze episcopali della Comunità europea ed esponenti del dialogo interreligioso.