Il ministro della Difesa della Bolivia, Marcelo Salinas, e la ministra dell'Istruzione, Beatriz García, si sono dimessi martedì nel solco della crescente crisi politica e sociale che attraversa il Paese, segnata da oltre un mese di proteste che chiedono l'uscita del presidente Rodrigo Paz. Le dimissioni, confermate da una fonte governativa all'agenzia AFP, rappresentano un duro colpo per un esecutivo sottoposto a crescenti pressioni per il deterioramento economico e l'aumento dei conflitti sociali.
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L'uscita di Salinas e García arriva a soli sei mesi dall'insediamento di Paz, la cui elezione era stata accolta da molti boliviani come un'opportunità per superare la peggiore crisi economica vissuta dal Paese da decenni. Il presidente di centro, appoggiato dal presidente statunitense Donald Trump, era riuscito inizialmente ad attenuare la carenza di carburante grazie a nuove importazioni e a migliorare le relazioni internazionali della Bolivia dopo anni di tensioni diplomatiche. Quel primo ottimismo ha però lasciato il posto a una crescente incertezza politica ed economica.
Le proteste si sono intensificate nelle ultime settimane. Lavoratori, agricoltori, minatori, trasportatori e insegnanti chiedono misure urgenti a fronte del rincaro del costo della vita e denunciano che il governo non ha risposto in modo adeguato alle richieste di ampi settori sociali. Secondo dati ufficiali, si registrano attualmente circa un centinaio di blocchi stradali in tutto il Paese, quasi il doppio rispetto a due settimane fa.













