La procedura per deficit eccessivo dell’Italia resta aperta. La Commissione europea riconosce gli sforzi compiuti dal governo sul fronte dei conti pubblici e prende atto delle misure adottate, ma non archivia il dossier. Nel Pacchetto di Primavera del Semestre europeo, Bruxelles afferma che Roma, insieme ad altri otto Paesi dell’Unione, ha adottato “azioni efficaci” per correggere il disavanzo eccessivo, motivo per cui “in questa fase non è necessario intraprendere ulteriori azioni nell’ambito della procedura”.Per l’Italia, dunque, non scattano nuovi richiami o correzioni immediate, ma la procedura non viene chiusa nonostante le aspettative della maggioranza, convinta che il ritorno del rapporto deficit/Pil sotto la soglia del 3% potesse riportare automaticamente il Paese fuori dal regime di sorveglianza rafforzata. Per l'Italia c'è comunque un risultato di favore: è stata infatti accolta la richiesta di prevedere una flessibilità dello 0,3% per le spese legate al caro energia. La Commissione ha quindi annunciato un’estensione della clausola nazionale di salvaguardia che consentirà una flessibilità aggiuntiva fino allo 0,3% del Pil all’anno tra il 2026 e il 2028, con un tetto cumulativo dello 0,6%. Il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis ha spiegato che la misura nasce “dalla richiesta degli Stati membri” e potrà riguardare investimenti come “sussidi per pannelli solari, efficienza energetica, sostituzione dei sistemi di riscaldamento come il passaggio alle pompe di calore”.Soddisfatto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. “Sono soddisfatto perché la Commissione, impensabile fino a qualche mese fa, ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato”, ha dichiarato il titolare del Tesoro, aggiungendo che il ministero “si riserva di fare le proposte più mirate a tutela di imprese e famiglie”.Nel pacchetto del Semestre europeo, però, arrivano anche rilievi critici per l’Italia sul piano sociale. Nella relazione sulla convergenza sociale, la Commissione osserva che “nonostante il sostegno esistente, molte persone rimangono a rischio povertà”, segnalando come le misure adottate finora non siano considerate sufficienti a ridurre in modo significativo le disuguaglianze economiche e territoriali. La Commissione europea propone invece la chiusura della procedura nei confronti di Malta, mentre resta aperta per Belgio, Francia, Ungheria, Austria, Polonia, Romania, Slovacchia, Finlandia e - appunto - Italia. Bruxelles propone poi di aprire una nuova procedura per deficit eccessivo nei confronti della Bulgaria.