Il commissario Ue apre alla possibilità di flessibilità anche per l’energia. Ma precisa: non solo investimenti in senso stretto, ma no per tagli alle accise. “Proponiamo una flessibilità fiscale limitata per affrontare le sfide della crisi energetica. Consiste nell'estendere l'ambito di applicazione della Clausola nazionale di salvaguardia per la difesa, includendo anche misure che accelerino la transizione e l'uscita dalla dipendenza dai combustibili fossili"

Il commissario Ue all'Economia Valdis Dombrovskis ha aperto alla possibilità di flessibilità anche per l’energia. Ma ha precisato: non solo per investimenti in senso stretto, ma non per tagli alle accise. “Proponiamo una flessibilità fiscale limitata per affrontare le sfide della crisi energetica. Consiste nell'estendere l'ambito di applicazione della Clausola nazionale di salvaguardia per la difesa, includendo anche misure che accelerino la transizione e l'uscita dalla dipendenza dai combustibili fossili", ha detto Dombrovskis in conferenza stampa. E ha aggiunto: "Nello specifico, proponiamo la possibilità di usare fino allo 0,3% del Pil all'anno nel 2026, 2027 e 2028 per misure che rafforzino la resilienza strutturale del sistema energetico" con "un limite cumulato pari allo 0,6% del Pil nell'arco dei 3 anni". La proposta di allargare la Nec difesa all'energia è stata formalizzata oggi dalla Commissione a margine delle Raccomandazioni ai Paesi. "Sono soddisfatto", ha commentato il ministro dell'economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti.