La Commissione Europea apre a una nuova e cruciale flessibilità di bilancio per consentire agli Stati membri di affrontare l’impatto della crisi energetica e accelerare la transizione ecologica. La novità consiste nell’estensione della Clausola nazionale di salvaguardia, finora riservata esclusivamente alle spese per la difesa. Ad annunciarlo è il commissario europeo Valdis Dombrovskis, specificando i dettagli macroeconomici di una misura che mira a coniugare la resilienza strutturale con la sostenibilità del debito pubblico.

“Proponiamo una flessibilità fiscale limitata per affrontare le sfide della crisi energetica. Consiste nell’estendere l’ambito di applicazione della Clausola nazionale di salvaguardia per la difesa, includendo anche misure che accelerino la transizione e l’uscita dalla dipendenza dai combustibili fossili. Nello specifico, proponiamo la possibilità di usare fino allo 0,3% del Pil all’anno nel 2026, 2027 e 2028 per misure che rafforzino la resilienza strutturale del sistema energetico” con “un limite cumulato pari allo 0,6% del Pil nell’arco dei 3 anni”.

Le regole per accedere allo spazio di bilancio e il caso Italia

Il meccanismo non concede un assegno in bianco ma si inserisce all’interno di paletti rigorosi che i tecnici di Bruxelles monitoreranno con attenzione. L’Italia figura tra i principali osservati speciali e potenziali beneficiari di questa parziale deroga ai vincoli del Patto di Stabilità.