Piogge torrenziali che in poche ore allagano strade e quartieri, ma anche periodi di siccità sempre più frequenti e prolungati. Sono due facce della stessa crisi climatica che sta mettendo sotto pressione città, infrastrutture e sistemi di gestione dell'acqua. Per affrontare questa sfida si sono riuniti oggi a Torino, nella sede di SMAT – Società Metropolitana Acque Torino, istituzioni, università, enti ambientali, gestori del servizio idrico e amministrazioni pubbliche in occasione del convegno nazionale «Eventi estremi in ambiti urbani e Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibile», promosso nell'ambito del progetto europeo LIFE CLIMAX PO. Nuove sfide Obiettivo: come rendere le città a prova di crisi climatica. L'incontro ha portato nel capoluogo piemontese esperienze e soluzioni già adottate in diverse realtà italiane ed europee per affrontare le nuove sfide poste dalla crisi climatica: eventi meteorologici sempre più intensi, crescente pressione sui sistemi di drenaggio urbano e necessità di ripensare la gestione dell'acqua e del territorio in un'ottica di adattamento.
Quadro rovesciato «Il cambiamento climatico sta modificando profondamente il regime delle precipitazioni nel Distretto del Po - spiega Francesco Tornatore, dirigente dell'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po e project manager di LIFE CLIMAX PO -. Piogge meno frequenti ma molto più intense mettono sotto pressione sistemi urbani e infrastrutture progettati su condizioni climatiche diverse da quelle attuali. Per questo il tema dell'adattamento deve entrare stabilmente nella pianificazione del territorio. I «Sistemi di drenaggio urbano sostenibile» sono uno degli strumenti più efficaci per restituire alle città capacità di trattenere, infiltrare e laminare le acque meteoriche, contribuendo a ridurre il rischio di allagamenti e a migliorare la gestione della risorsa idrica.










