Due giovani ultras sono stati arrestati per il lancio di ordigni esplosivi durante la partita Catania-Ascoli, evento che ha portato alla sospensione temporanea dell’incontro per motivi di sicurezza. I fatti sono avvenuti il 27 maggio allo stadio Massimo di Catania, dove la Polizia di Stato ha avviato immediate indagini per identificare i responsabili, agendo in flagranza differita per il concreto pericolo causato sugli spalti.
Le indagini della Digos e l’arresto dei responsabili
Stando alle informazioni pubblicate sul sito della Polizia di Stato, l’operazione è stata condotta dagli agenti della Digos della Questura di Catania a seguito di una rapida attività investigativa. I due giovani, nati rispettivamente nel 2005 e nel 2002, sono stati individuati come autori del lancio di ordigni dalla tribuna B dello stadio, durante la fase finale della partita tra Catania e Ascoli. Gli ordigni, descritti come “pericolosi” e con “micidiale portata offensiva“, hanno raggiunto il campo di gioco, mettendo a rischio l’incolumità di numerose persone presenti.Durante gli ultimi minuti della partita, una violenta contestazione nei confronti dei giocatori e dei vertici societari del Catania ha portato a un fitto lancio di fumogeni e petardi dalle curve e dalla tribuna B. La situazione è rapidamente degenerata, tanto da richiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco presenti a bordo campo. Di fronte al rischio per la sicurezza del personale e degli spettatori, il direttore di gara ha deciso di sospendere temporaneamente la partita, in attesa che venissero ripristinate le condizioni di sicurezza necessarie per la ripresa dell’incontro.Le perquisizioni e le denunce ai tifosi








